MOC is available on the repositories in Raspbian (2.5.0-alpha4 release). Recently an high CPU usage has been signaled by using ‘mocp’ player on RaspberryPi (http://www.raspberrypi.org/phpBB3/viewtopic.php?f=28&t=24647&p=257780).
This bad behavior is currently undergoing review, in the meantime those who uses MOC can run the following command to bypass this problem and reduce (very) the CPU usage:
$ mocp -O "ALSADevice=hw:0,0"
It should use the ALSA hardware directly without the software layer in between format conversion and resampling.
Update (January,23 2013): according to the MOC forum, this issue is tied with a bug in ALSA, probably the one fixed in alsa-lib commit 3fd4ab9b, and is sensitive to sampling rate and sample width.
Version 1.0.26 on Fedora does not exhibit this bug on the RPi.
(Here the MOC rpm for Fedora 17 ARM).

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Da poche settimane le LibRCC sono disponibili nei repository ufficiali Fedora. Queste librerie permettono l’encoding di varie lingue europee (cliccare sull’immagine –> ‘View Source’ per la visione intera):
$ yum info librcc
Plugin abilitati:langpacks, presto, refresh-packagekit
Pacchetti installati
Nome : librcc
Arch : x86_64
Versione : 0.2.9
Rilascio : 3.fc18
Dimensione : 210 k
Repo : installed
Dal repo : fedora
Sommario : RusXMMS Charset Conversion Library
URL : http://rusxmms.sourceforge.net
Licenza : LGPLv2+
Descrizione : The Abilities of LibRCC Library
:
: - Language Autodetection.
: - On the fly translation between languages, using online-services!
: - Encoding Autodetection for most of European Languages.
: - Support for encoding detection plugins (besides Enca and LibRCD)
: - Recoding/translation of multi-language playlists!
: - Cache to speed-up re-recoding.
: - Possibility to configure new languages and encodings.
: - Shared configuration file. For example mentioned TagLib and LibID3
: patches do not have their own user interface, but will utilize the
: same recoding configuration as XMMS.
: - As well the separate program for configuration adjustment is
: available.
: - GTK2 UI Library: you can add properties page to your GTK application
: with 3 lines of code.
: - Menu localization opportunity
Ho aggiunto tale supporto in MOC negli RPM moc-2.5.0-0.3-beta1 che mantengo online a questo indirizzo.

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Finalmente arrivano come una sentenza inappellabile (e personalmente le aspetto sempre con gran fervore) le parole, le sensazioni, le riflessioni del grande Richard Matthew Stallman in uno dei suoi ultimi interventi altisonanti a dire “state attenti, perché Canonical ve lo sta mettendo in quel posto; Ubuntu si comporta come un malware“.
E cavolo se ha ragione. Perché non se ne può più di dichiarazioni d’amore verso il free software che celano comportamenti da persecutori del closed software.
Si capisce sin dalle prime righe del suo articolo cosa Richard vuole dire:
One of the major advantages of free software is that the community protects users from malicious software. Now Ubuntu GNU/Linux has become a counterexample. What should we do?
Ubuntu è diventato un controesempio con la strada che ha intrapreso attraverso le politiche di Canonical ed allora sarà la comunità stessa ad autodifendersi dai malware truccati, forkando il software inquinato, ripulendolo dal codice malevolo che va contro il diritto alla privacy di ogni utente che vuole essere libero, e rilasciandolo ad uso della stessa comunità.
Richard è stato chiaro nel suo intervento: “Quando si raccomandano o si ridistribuiscono distro GNU/Linux, è meglio rimuovere Ubuntu dalla lista poiché in esso si distribuisce software nonfree e si raccomanda altro software nonfree; Ubuntu si evita perché veicolo di spionaggio“.
Più chiaro di così …
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NU: New User
OU: Old User
NU: Hello ! How can I install Skype on Fedora ? Add/Remove tool doesn’t find it.
OU: Hi. Skype is not on Fedora repositories because it is a closed source software.
NU: Ehm .. so I can’t speak with my friends if I use Fedora …
OU: Yes, you can do that. You can download Skype from its website, install an rpm and you are ready to speak …
Moral: To speak with your friends also in Fedora, you need of a closed source software like Skype.
OU: Old User
VOU: Very Old User
OU: … ok we’ll talk soon via Skype …
VOU: Wait … I don’t use Skype. Ekiga is better.
OU: You are the usual faithful to free-software philosophy … None denies to you of using closed source on Fedora.
Moral: If you don’t use Skype, you are not free.
NU: New User
VOU: Very Old User
NU: Why doesn’t fedoraproject include Skype on Fedora ?
VOU: Because it is a closed source software; fedoraproject includes only free and opensource software on Fedora.
NU: Skype is a popular software; it could allow a wide spread of Fedora among the people …
VOU: … yep but also a freedom loss compared to now. Besides, if you multiply a loss per several closed source software, you will have a big freedom loss. Fedora will not be free like it is now.
NU: mmh … I feel free using Skype, it is cost-free …
VOU: So why do you ask me about Skype ?
Moral: Skype can make you feel free but are you really as well ?
In my opinion there are some levels of freedom and we should be careful on using this word.
The absolute freedom is a chimera. None can aspire to it, in particular in the software issues.
The conditioned freedom derives from cases like Skype. Skype is a proprietary software, it’s cost-free but the users MUST submit themselves to the upstream policies (Microsoft) to use the software.
The derived and unconditional freedom comes from FOSS; users are not tied to an owner; users inherit a “level of freedom” and they are tied only to the free software licenses *.
The choice of “freedom level” appertains to the user on condition that the levels don’t get confused.
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Il ritardo nel rilascio della nuova Fedora 18 Spherical Cow mi ha spinto a fare un doppio upgrade partendo da una Fedora 16 Verne; per la prima volta poiché già un semplice upgrade tra versioni contigue può nascondere problemi, uno doppio (con in mezzo un cambiamento all’albero delle directory) aumenta la probabilità di poterli incontrare; tuttavia posso ritenermi soddisfatto di come yum ha lavorato.
ATTENZIONE!
I passaggi di seguito potrebbero cambiare in base alla configurazione della propria Fedora quindi in parte non possono essere ritenuti universali; molti di loro sono presi dalla wiki del fedoraproject Upgrade di Fedora via yum che a sua volta non è ritenuto un metodo ufficiale e supportato.
Prima di iniziare, seguire scrupolosamente i seguenti passaggi:
- Backup dei propri dati
- Rimozione di software e librerie compilate ed installate manualmente
- Identificazione e disinstallazione dei pacchetti provenienti da repository non ufficiali Fedora (RPMFusion, Atrpms, Adobe, …). Ad esempio:
$ yum list installed | grep rpmfusionyum listerà i pacchetti provenienti da RPMFusion, disinstallateli tutti.
- Per stringere i tempi dell’upgrade consiglio di rimuovere eventuali DE aggiuntivi (KDE, XFCE, …) mantenendo Gnome, nonché tutti i grossi software come LibreOffice, pacchetti di font aggiuntivi, librerie di sviluppo, e così via.
- Se si usa gnome-shell, disattivare e disinstallare tutte le estensioni ed i temi; l’ideale sarebbe tornare alla configurazione di default della shell.
- Rimozione o disabilitazione di tutti i repository non ufficiali. I soli ad essere attivi devono essere i fedora e gli updates.
- Aggiornamento completo del sistema e riavvìo usando l’ultimo kernel disponibile
# yum update
# reboot
-
Upgrade da Fedora 16 Verne a Fedora 17 Beefy Miracle
Importare la chiave GPG# rpm --import https://fedoraproject.org/static/1ACA3465.txt
Assicurarsi di avere almeno la versione di dracut-0.13.22 ed aggiornare l’initramfs# dracut --force --add convertfs
Editare il /etc/grub*.cfg alla voce corrispondente al kernel più aggiornato: rimuovere le opzioni ro e rhgb, aggiungere le opzioni rw rd.info rd.convertfs enforcing=0
Riavviare usando il medesimo kernel. Durante la fase di boot, il filesystem verrà modificato secondo le nuove disposizioni.
Al termine dell’avvìo di Fedora, modificare nuovamente il grub*.cfg riportandolo alle condizioni iniziali: rimuovere le opzioni rw rd.info rd.convertfs enforcing=0 e ripristinare le opzioni ro rhgb.
In queste condizioni tutti i pacchetti devono essere fc17 quindi passare subito all’upgrade completo.
Upgrade:
# rm -f /var/lib/rpm/__*
# rpm --rebuilddb
# yum --releasever=17 update rpm
# rm -f /var/lib/rpm/__*
# rpm --rebuilddb
# yum --releasever=17 --disableplugin=presto distro-sync
# fixfiles onboot
- Potrebbero capitare delle mancate risoluzioni delle dipendenze tra pacchetti che fanno saltare l’upgrade; non usare –skip-broken ma individuare il pacchetto per il quale le dipendenze non sono risolte e rimuoverlo manualmente.
Controllare che non siano rimasti pacchetti non fc17 con il comando$ rpm -qa | grep -e fc14 -e fc15 -e fc16
- Aggiornare la configurazione di Grub2 (se usato)
# grub2-mkconfig -o /boot/grub2/grub.cfg
- Riavviare usando il nuovo kernel-fc17 dopodiché rimuovere i vecchi kernel-fc16 e pacchetti collegati ancora rimasti installati.
-
Upgrade da Fedora 17 Beefy Miracle a Fedora 18 Spherical Cow
# rpm --import https://fedoraproject.org/static/DE7F38BD.txt
Settare SELinux in modalità Permissive al momento ed anche per i successivi avvii:# setenforce 0
# gedit /etc/selinux/configmodificare la linea SELINUX e salvareSELINUX=permissive
Aggiornare tutti i pacchetti:# yum update yum
# yum clean all
# yum --releasever=18 --disableplugin=presto distro-sync
# rpm --rebuilddb
Aggiornare la configurazione di Grub2 (se usato)# grub2-mkconfig -o /boot/grub2/grub.cfg
Riavviare usando il nuovo kernel-fc18 dopodiché rimuovere il vecchio kernel-fc17 e pacchetti collegati ancora rimasti installati.
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In questi giorni mi sto divertendo a compilare e configurare questo ottimo player audio per Linux nella mia Fedora 17 Beefy Miracle. Ad oggi non vedo rpm già pronti in rete (sto lavorando anche su questo) quindi ho optato per la compilazione sia includendo i codec nonfree, ma anche e soprattutto per quella che include i soli codec liberi disponibili in Fedora.

Homepage di aqualung: http://aqualung.factorial.hu/home.html
Lista delle feature e dei pacchetti per l’encoding/decoding: http://aqualung.factorial.hu/compiling.html
Documentazione ufficiale: http://aqualung.factorial.hu/manual/aqualung-doc.html
1- Compilazione escludendo i pacchetti non-free
Installazione dipendenze:
# yum install libxml2-devel liblrdf-devel libcdio-devel libcddb-devel libsamplerate-devel libifp-devel lua-devel
flac-devel libvorbis-devel liboggz-devel libmodplug-devel libmpcdec-devel wavpack-devel pulseaudio-libs-devel
jack-audio-connection-kit-devel libsndfile-devel alsa-lib-devel
Download e compilazione dei sorgenti
$ svn co https://aqualung.svn.sourceforge.net/svnroot/aqualung/trunk aqualung
$ cd aqualung
$ autoreconf -i
$ ./configure --without-sndio --without-mpeg --without-lame --without-mac --without-lavc LDFLAGS="-ldl"
Questa è la situazione che dovrebbe presentarsi
Build type / target platform : release / linux-gnu
Optional features:
LADSPA plugin support : yes (found)
CDDA (Audio CD) support : yes (found)
CDDB support : yes (found)
Sample Rate Converter support : yes (found)
iRiver iFP driver support : yes (found)
JACK port management support : yes
Loop playback support : yes
Systray support : yes
Podcast support : yes
Lua extension support : yes (found)
Decoding support:
sndfile (WAV, AIFF, AU, etc.) : yes (found)
Free Lossless Audio Codec (FLAC) : yes (found)
Ogg Vorbis : yes (found)
Ogg Speex : yes (found)
MPEG Audio (MPEG 1-2.5 Layer I-III) : no
MOD Audio (MOD, S3M, XM, IT, etc.) : yes (found)
Musepack : yes (found)
Monkey's Audio Codec : no
WavPack : yes (found)
LAVC (AC3, AAC, WavPack, WMA, etc.) : no
Encoding support:
sndfile (WAV) : yes (found)
Free Lossless Audio Codec (FLAC) : yes (found)
Ogg Vorbis : yes (found)
LAME (MP3) : no
Output driver support:
sndio Audio : no
OSS Audio : yes (found)
ALSA Audio : yes (found)
JACK Audio Server : yes (found)
PulseAudio : yes (found)
Win32 Sound API : not supported on linux-gnu
si continua con
$ make
$ su
password root
# make install
# exit
$ aqualung
2- Compilazione includendo tutte le funzionalità
Installazione dipendenze (sono necessari i repository RPMFusion attivi):
# yum install libxml2-devel liblrdf-devel libcdio-devel libcddb-devel libsamplerate-devel libifp-devel lua-devel
flac-devel libvorbis-devel liboggz-devel libmodplug-devel libmpcdec-devel wavpack-devel pulseaudio-libs-devel
jack-audio-connection-kit-devel libsndfile-devel lame-devel ffmpeg-devel mac-devel libmad-devel alsa-lib-devel
Download e compilazione dei sorgenti
$ svn co https://aqualung.svn.sourceforge.net/svnroot/aqualung/trunk aqualung
$ cd aqualung
$ autoreconf -i
$ ./configure --without-sndio LDFLAGS="-ldl"
in questo caso la situazione dei codec dovrebbe essere
Build type / target platform : release / linux-gnu
Optional features:
LADSPA plugin support : yes (found)
CDDA (Audio CD) support : yes (found)
CDDB support : yes (found)
Sample Rate Converter support : yes (found)
iRiver iFP driver support : yes (found)
JACK port management support : yes
Loop playback support : yes
Systray support : yes
Podcast support : yes
Lua extension support : yes (found)
Decoding support:
sndfile (WAV, AIFF, AU, etc.) : yes (found)
Free Lossless Audio Codec (FLAC) : yes (found)
Ogg Vorbis : yes (found)
Ogg Speex : yes (found)
MPEG Audio (MPEG 1-2.5 Layer I-III) : yes (found)
MOD Audio (MOD, S3M, XM, IT, etc.) : yes (found)
Musepack : yes (found)
Monkey's Audio Codec : yes (found)
WavPack : yes (found)
LAVC (AC3, AAC, WavPack, WMA, etc.) : yes (found)
Encoding support:
sndfile (WAV) : yes (found)
Free Lossless Audio Codec (FLAC) : yes (found)
Ogg Vorbis : yes (found)
LAME (MP3) : yes (found)
Output driver support:
sndio Audio : no
OSS Audio : yes (found)
ALSA Audio : yes (found)
JACK Audio Server : yes (found)
PulseAudio : yes (found)
Win32 Sound API : not supported on linux-gnu
si continua con
$ make
$ su
password root
# make install
# exit
$ aqualung
Buon divertimento !
3- Disinstallazione
Per disinstallare aqualung basta un semplice
# make uninstall
poi cancellare l’intera directory chiamata ‘aqualung’.
Finito.
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A furia di vederlo scritto in tante cosiddette “Guide su Fedora”, qualcuno se ne convince a prescindere o semplicemente pensa che sia giusto farlo; mi riferisco “alla moda” ormai più o meno diffusa di disabilitare SELinux appena si installa Fedora.
Così come succede con l’abilitazione di sudo per concedere poteri illimitati all’utente standard (pratica predefinita in Ubuntu), anche SELinux è caduto nella rete dei blogger filo-Ubuntu che, forse abituati a non averlo mai attivato nelle proprie distro, propongono quasi sempre senza giustificazione di disabilitare SELinux.
Questo è inaccettabile.
La prima osservazione che potrei fare è: “Se fosse uno strumento di sicurezza non importante perché mai gli sviluppatori RedHat e Fedora lo mantengono attivato di default nelle loro distribuzioni ?”
Ovviamente un valido motivo esiste e se ne può trovare traccia soprattutto nella documentazione ufficiale.
La seconda osservazione che potrei fare è: “Lo sviluppo di SELinux va di pari passo con quello dell’intera distro anzi spesso vengono implementate nuove regole molte interessanti per l’utente domestico”.
SELinux potenzia la sicurezza della vostra distro, non è concepito per creare problemi.
SELinux non è:
- un software antivirus
- un’alternativa alle password, ai firewall o altri sistemi di sicurezza
- una completa soluzione per la sicurezza del sistema
SELinux
integra il sistema MAC (Mandatory Access Control) nel Linux Kernel, abilitato in default in Fedora.
Tale sistema “obbliga” a seguire le indicazioni delle security policy (regole di sicurezza) riguardo a tutti i processi e i file di sistema, basandosi sulle informazioni contenute nelle etichette (labels). Quando giustamente implementato, permette un adeguata protezione del sistema e offre supporto sulla sicurezza delle applicazioni; il MAC provvede all’isolamento delle applicazioni inaffidabili e ne limita i potenziali danni.
Inoltre può confinare gli utenti Linux. E’ possibile creare un certo numero di utenti definiti ‘confinati’, cioé sottoposti a delle restrizioni dettate dalle security policy di SELinux: certi utenti non possono avviare X Window System, altri non hanno accesso alla rete, ad altri non è permesso acquisire i permessi di root (comandi su e sudo).
SELinux è uno strumento molto potente, invidiabile e ben documentato; non c’é motivo per cui disabilitarlo.
SELinux FAQ
SELinux Guide
SELinux in RedHat Enterprise Linux 6
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